Paesaggi


Ciò di cui abbiamo bisogno, dunque, sono “utopie concrete”, ideali utopici che siano basati sul reale potenziale dell’umanità, destinazioni utopiche che abbiano tappe intermedie accessibili, disegni utopici di istituzioni che possano informare il nostro compito di navigare in un mondo di condizioni imperfette per un cambiamento sociale.
Erik Olin Wright


  • Regno Unito Impegno pubblico, impatto sociale, inclusività
  •           Campsbourne Community Collective, Haringey, Londra.        
              Queen’s University, Belfast.        
  • Il contesto nazionale e il sistema universitario         Con circa 69 milioni di abitanti, il Regno Unito dispone di una rete ampia e capillare di università distribuite su tutto il territorio, con una forte concentrazione nell’area di Londra. Le università godono di un elevato grado di autonomia e di ampia libertà nel definire la propria organizzazione, le priorità di ricerca e le strategie di sviluppo. È il suo percorso e il suo esempio che ci hanno ispirato per questa ricerca PLACES. 

  • Molti atenei del Regno Unito partecipano attivamente ai circuiti internazionali della ricerca, collaborando con partner di numerosi Paesi e prendendo parte a grandi progetti scientifici. Il sistema universitario si distingue inoltre per la sua capacità di attrarre studenti e dottorandi dall’estero e per un modello di finanziamento articolato, che combina risorse pubbliche erogate sulla base di valutazione e finanziamenti esterni.         Sul piano degli investimenti, il Regno Unito destina alla Ricerca e Sviluppo una quota significativa delle proprie risorse, pari a circa il 2% del PIL, rafforzando il ruolo delle università nello sviluppo socio-economico del Paese.        

    Il community engagement nel Regno Unito         Nel Regno Unito, il community engagement rappresenta da tempo una componente centrale della missione delle università. Già dagli anni Novanta, le politiche nazionali hanno incoraggiato il ruolo pubblico dell’università e il dialogo tra ricerca e società, spingendo gli atenei a integrare il community engagement nelle proprie strategie e pratiche quotidiane. Un passaggio importante è stato il Concordat for Engaging the Public with Research (2011), che ha definito principi condivisi e responsabilità dei finanziatori della ricerca nel promuovere relazioni più strette e continuative tra scienza e cittadini. Negli ultimi anni, questo orientamento è stato ulteriormente rafforzato dalla strategia elaborata da UK Research and Innovation (Agenzia del Regno Unito per la Ricerca e l’Innovazione), che punta ad “abbattere le barriere tra ricerca, innovazione e società” e a rendere la scienza più inclusiva e accessibile.        Il community engagement comprende un’ampia gamma di attività: dalla ricerca collaborativa al coinvolgimento dei cittadini, dal dialogo pubblico agli eventi in festival, musei, laboratori, biblioteche e scuole. Un ruolo di riferimento è svolto dal National Co-ordinating Centre for Public Engagement (Centro Nazionale di Coordinamento per il Public Engagement), attivo dal 2008, che accompagna università e istituzioni di ricerca nello sviluppo di pratiche di dialogo con la società, offrendo risorse operative, strumenti di autovalutazione e percorsi di supporto. Il Centro promuove anche position paper come il Manifesto for Public Engagement e strumenti di riconoscimento dell’impegno istituzionale, come l’Engagement Watermark, che valorizzano le università più attive nel community engagement.
    Campsbourne Community Collective, Haringey, Londra.     
    Il community engagement è sostenuto da un ampio ventaglio di opportunità di finanziamento messe a disposizione da agenzie pubbliche, consigli di ricerca, fondazioni filantropiche e dalle stesse università che rendono il Regno Unito un contesto particolarmente favorevole allo sviluppo di pratiche di engagement. Il valore sociale della ricerca è anche sostenuto dal Research Excellence Framework (Quadro di Valutazione dell’Eccellenza della Ricerca), che riconosce le ricadute sociali della ricerca come criterio di valutazione per le università, includendo il community engagement tra le modalità con cui gli atenei dimostrano il proprio valore per la società.     

    Le università coinvolte nel progetto PLACES*         Le due università del Regno Unito coinvolte nel progetto PLACES adottano approcci fra loro leggermente diversi al community engagement. Le interviste sul campo hanno mostrato come presso entrambi gli atenei l’engagement delle comunità locali si fondi sulla costruzione di relazioni di fiducia e su partnership di lungo periodo. Nella prima università, il lavoro con il territorio si sviluppa attraverso collaborazioni continuative con le autorità locali, da un lato, e comitati cittadini dall’altro, che facilitano l’incontro tra ricercatori e la società civile. Questi partenariati si costruiscono attraverso pratiche di ascolto, individuazione di obiettivi condivisi e adattamento delle modalità di collaborazione alle esigenze dei diversi gruppi coinvolti (ad esempio su temi come educazione, povertà o ambiente), dando luogo a relazioni locali stabili e sostenibili nel tempo. Nella seconda università, l’attenzione si concentra sulla costruzione di relazioni significative prima ancora dell’avvio dei progetti. Team dedicati e figure di raccordo lavorano in modo continuativo per creare legami di fiducia con organizzazioni locali, associazioni e realtà del terzo settore, tenendo conto delle difficoltà che molte di queste affrontano, cercando di costruire collaborazioni realistiche e reciprocamente utili. Questo approccio rende più semplice attivare progetti condivisi quando emergono nuove opportunità.
           
    * Per tutelare la privacy delle persone e delle istituzioni coinvolte, i nomi delle università sono stati anonimizzati.        
  • Francia Scienza aperta, ricerca partecipativa, condivisione
  • Pendolo di Foucault, Museo Nazionale di Arti e Mestieri (MUAM/CNAM), Parigi.
    Workshop di formazione continua per professionisti, CNAM, Parigi.

    Il contesto nazionale e il sistema universitario Con circa 66 milioni di abitanti, la Francia dispone di un sistema di istruzione superiore articolato, che comprende università, grandes écoles e organismi di ricerca. Le università sono parte integrante del sistema pubblico della ricerca e collaborano in modo stabile con grandi enti scientifici nazionali, come il CNRS o l’INSERM, condividendo laboratori, progetti e attività di ricerca. 
  • La presenza degli atenei è diffusa sull’intero territorio: accanto ai grandi centri universitari delle principali città, operano istituzioni radicate in contesti regionali diversi, che spesso svolgono un ruolo attivo nella vita culturale e sociale dei territori. Sul piano degli investimenti, la Francia destina alla ricerca e sviluppo una quota rilevante di risorse, con una spesa complessiva intorno al 2% del PIL. Negli ultimi anni si è rafforzata l’attenzione verso il ruolo pubblico delle università e il loro contributo al dialogo tra ricerca e società.
    Il community engagement in Francia In Francia, il community engagement si colloca in un quadro istituzionale ancora in fase di definizione. Il valore del dialogo tra università e società è ampiamente riconosciuto, ma il community engagement non è sempre esplicitamente considerato come un ambito autonomo e prioritario dell’attività accademica. Più spesso, il rapporto tra università e società viene ricondotto alla cosiddetta “terza missione”, che nel contesto francese si avvicina molto al concetto di scienza aperta (o science ouverte), intesa come un modo di fare ricerca più trasparente, accessibile e orientato alla condivisione dei risultati con il pubblico. A differenza di altri Paesi europei, non esiste una definizione unica e condivisa di community engagement. Le attività rivolte al pubblico vengono descritte attraverso una pluralità di termini e categorie che in parte si sovrappongono, rendendo meno chiari i confini fra le varie esperienze. Questa mancanza di una cornice concettuale univoca rende più complesso tradurre il community engagement in pratiche strutturate e riconoscibili all’interno delle università, che spesso sviluppano iniziative in modo flessibile e sperimentale. Dal 2021, un impulso rilevante al rafforzamento del rapporto tra scienza e società è arrivato dal lancio della politica Science avec et pour la société, che ha promosso in modo esplicito l’idea di una scienza “con e per la società”. Attraverso misure e investimenti dedicati, questa politica ha sostenuto attività di mediazione scientifica e ricerca partecipativa, collaborazioni con attori territoriali, progetti partecipativi e iniziative di incontro tra ricercatori e cittadini, contribuendo a rendere più visibile e riconosciuto l’impegno delle università nel dialogo con il pubblico. Le pratiche di engagement in Francia appaiono tutt’altro che marginali. Collaborazioni con musei e istituzioni culturali, laboratori aperti al pubblico, eventi scientifici, attività educative e incontri con cittadini e scuole sono diffuse e contribuiscono a rendere la scienza più accessibile. Molte iniziative nascono dall’impegno diretto di ricercatori, dipartimenti o gruppi di ricerca e si sviluppano in modo adattivo, in relazione ai contesti locali e ai pubblici coinvolti. 
    Le università coinvolte nel progetto PLACES* Le due università francesi coinvolte nel progetto PLACES mostrano modi diversi di costruire il rapporto con le comunità locali. La prima università, nata dalla fusione tra un’università e un istituto di ricerca, ha sviluppato forme strutturate di collaborazione con il territorio. Attraverso un ufficio dedicato alla ricerca partecipativa, l’ateneo favorisce il dialogo tra ricercatori e associazioni di cittadini per individuare bisogni locali e costruire risposte condivise, affiancando iniziative promosse dai singoli ricercatori. Presso la seconda università, il rapporto con il territorio si costruisce soprattutto attraverso collaborazioni sviluppate caso per caso, basate su relazioni personali e sulla fiducia reciproca. I ricercatori partono dai bisogni dei partner locali e cercano punti di incontro tra interessi diversi per avviare progetti comuni; a questo si affianca l’implementazione del piano Science et Société (SAPS), che promuove il dialogo tra ricerca e società attraverso iniziative dedicate di coinvolgimento del pubblico. Le esperienze osservate mostrano come il community engagement nelle università francesi assuma forme diverse, da modelli più organizzati a pratiche più flessibili, fortemente legate ai contesti locali.

    * Per tutelare la privacy delle persone e delle istituzioni coinvolte, i nomi delle università sono stati anonimizzati.
  • Italia Dialogo con il territorio, relazioni di fiducia, collaborazioni significative
  • Lezione aperta “Urbanismo affettivo” e mostra del progetto “Italia di mezzo”, Spazio CRAFT, Politecnico di Milano.
    Rettorato, Politecnico di Milano.

    Il contesto nazionale e il sistema universitario Con circa 59 milioni di abitanti, l’Italia rientra tra i principali Paesi europei per dimensioni demografiche ed economiche e presenta condizioni sociali ed economiche complessivamente avanzate. 
  • Il sistema universitario, forte di una lunga tradizione storica, è composto da atenei pubblici e privati, distribuiti sull’intero territorio nazionale, e svolge un ruolo centrale nell’alta formazione e nella produzione di conoscenza. Questo ruolo si confronta tuttavia con un limite strutturale: l’Italia investe relativamente poco in Ricerca e Sviluppo, destinando risorse economiche più contenute rispetto ad altri Paesi europei comparabili, con una spesa complessiva che si attesta intorno all’1,5% del PIL.  In questo quadro di risorse limitate, le università operano in condizioni molto differenziate, con un sistema complessivamente eterogeneo in cui, accanto ai grandi atenei dei principali centri urbani, si collocano università inserite in contesti territoriali segnati da maggiori fragilità economiche e sociali.
    Il community engagement in Italia In Italia, il community engagement viene realizzato attraverso attività volte a portare la ricerca fuori dai contesti accademici tradizionali, attraverso incontri pubblici, iniziative di divulgazione scientifica, progetti realizzati con il coinvolgimento dei cittadini, attività con le scuole e collaborazioni con enti locali e organizzazioni del terzo settore. Rispetto ad altri Paesi europei, come il Regno Unito, questo modo di intendere il rapporto tra università e società si è affermato leggermente più tardi. Per lungo tempo il community engagement è stato considerato un ambito secondario rispetto alle funzioni tradizionali dell’università, ossia la didattica e la ricerca. Negli ultimi anni, il community engagement ha iniziato a essere riconosciuto in modo più chiaro ed è entrato progressivamente nei sistemi di valutazione della terza missione delle università.  Un primo passaggio rilevante è stato l’inserimento della valutazione di tali attività nella Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) a partire dal ciclo 2011–2014, il principale esercizio nazionale di valutazione delle attività di ricerca degli atenei. Dal 2018, su impulso dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), le università documentano in modo più sistematico le proprie iniziative di coinvolgimento della cittadinanza. Queste attività oggi incidono, seppur in misura limitata, sulla distribuzione di parte dei finanziamenti pubblici alle università. Nonostante questi sviluppi, molte iniziative continuano a dipendere dall’impegno diretto di singoli gruppi di ricerca o dipartimenti, anche a causa della carenza di risorse dedicate. 
    Le università coinvolte nel progetto PLACES* Nel contesto italiano, le pratiche di community engagement osservate nelle due università coinvolte nel progetto PLACES si basano soprattutto sulla continuità delle relazioni personali tra docenti e attori della società civile, e sulla costruzione progressiva del dialogo con il territorio. Le interviste sul campo hanno evidenziato quanto sia importante costruire nel tempo un rapporto costante con la comunità e condividere obiettivi comuni per avviare collaborazioni significative, soprattutto nelle fasi iniziali.  In entrambi i casi studiati, il dialogo con le comunità locali prende forma attraverso una combinazione di canali informali e spazi più strutturati: ai contatti diretti e alle reti personali si affiancano forum, eventi pubblici e momenti di confronto promossi dalle università. Festival, spazi messi a disposizione dagli atenei e dalle amministrazioni locali, insieme a collaborazioni con associazioni, scuole e organizzazioni del terzo settore, sono alcuni dei contesti in cui l’incontro tra università e comunità diventa concreto e visibile.  Nel complesso, il community engagement nelle università italiane appare come un processo in evoluzione, fortemente legato alle specificità dei territori. 

    * Per tutelare la privacy delle persone e delle istituzioni coinvolte, i nomi delle università sono stati anonimizzati.